sabato 13 settembre 2008

giovedì 11 settembre 2008

Il depuratore

Dopo trent'anni di querelle tra i Comuni di Brolo e Piraino il depuratore è stato appaltato e costruito. Si trova a Gliaca di Piraino in mezzo a uliveti ed agrumeti, l'ultimo fazzoletto di terra verde rimasto. Sì, perchè tutto il resto è finito sotto le tonnellate di cemento e brutture frutto di un Piano regolatore che sognava di trasformare la frazione marina di Piraino in una nuova Taormina.
Stiamo parlando del nuovo impianto di depurazione, il cui iter venne sbloccato dall'ex amministrazione Princiotta, che servirà i Comuni di Piraino, Brolo e S.Angelo di Brolo appartenenti al consorzio. Nonostante le numerose resistenze di personaggi che sognavano palazzine al posto del depuratore oggi l'impianto è lì. Un toccasana per il mare e il turismo che su questo si fonda. Ufficialmente è ancora in fase di collaudo ma durante l'estate, periodo di massimo apporto fognario, in alcuni giorni la sua presenza si è fatta sentire. A rassicurare sul funzionamento i tecnici che hanno garantito che le emissioni di cattivi odori sono causati dalla fase di collaudo e dal fatto che l'impianto non è ancora a regime.
Ma per saperne di più su come sono stati risolti i problemi e per lanciare proposte ai Sindaci del Consorzio sono intervenuti in questi giorni i consiglieri di opposizione del Comune di Piraino Marco Ceraolo Spurio e Ignazio Natoli. Con una lettera interrogazione hanno chiesto ai Sindaci del consorzio di conoscere come hanno risolto il problema delle emissioni di cattivi odori e come pensano di risolvere lo smaltimento dei fanghi attualmente stoccati dentro l'impianto. Si tratta infatti di rifiuti speciali che necessitano di particolari autorizzazioni per essere stoccati e smaltiti in discarica.
Il depuratore realizzato a Piraino è forse il migliore impianto di depurazione di acque reflue della Sicilia poichè dotato di tutta la filiera di depurazione e di impianti moderni. Ma come un'automobile bisogna saperla guidare altrimenti i risultati possono essere disastrosi. Il buon funzionamento del depuratore dipende innanzitutto dalla manutenzione e dalla gestione che deve essere affidata a personale qualificato e non ad operai improvvisati tecnici.
Le proposte lanciate dai consiglieri sono molto valide e permetterebbero di migliorare la qualità ambientale del territorio. Tra le proposte vi è quella della realizzazione di una fascia tampone sotto forma di parco urbano con alberi ad alto fusto posta a cintura intorno all’impianto. Gli alberi oltre a limitare eventuali rilasci di sostanze maleodoranti, permetterebbero di ricostruire il paesaggio naturale rendendolo fruibile ai cittadini. Cosa che peraltro succede nelle Città estere più sensibili all’ambiente: gli impianti di depurazione sono all’interno dei parchi o al centro delle città. Un depuratore funzione con la corrente elettrica e consuma tanto. A pagare è la collettività. Da qui la proposta di Ceraolo e Natoli di installare una mini centrale solare sui tetti dell’impianto. Il progetto permetterebbe di azzerare gli alti costi di consumo elettrico oltre a produrre un reddito dalla vendita dell’energia elettrica in eccesso. Un reddito che potrebbe contribuire ai costi di gestione dell’impianto. Un’idea innovativa che permetterebbe di alleggerire i costi per i cittadini.
Lo stesso discorso vale per l’impianto di clorazione. Il cloro generalmente viene aggiunto alle acque in uscita a mare per disinfettarle. Lo stesso avviene per l’acqua potabile. Ma il cloro è una sostanza chimica che reagisce formando composti cancerogeni. Esistono dispositivi, che permettono la disinfezione delle acque utilizzando una semplice lampada che emette raggi U.V.
(classica luce blu). Nessun costo per acquistare sacchi di cloro, nessun inquinamento per il mare, conseguente risparmio nei costi di gestione del depuratore.

Tocca adesso agli Amministratori e ai nostri politici saper cogliere l’importanza di queste proposte, che non hanno nulla di extraterrestre, e metterle in pratica.

Goletta Verde consegna la Bandiera Nera

A fine luglio Goletta Verde di Legambiente è sbarcata sulla spiaggia di Gliaca di Piraino per consegnare al Sindaco Di Piraino Giancarlo Campisi la bandiere nera. La motivazione è quella di aver approvato una proroga alla lottizzazione Torre delle Ciavole senza attuare miglioramenti paesaggistici. Anzi è stato previsto un aumento di cubatura, un aumento di villette 3 in più e la tinteggiatura dei muri in verde...metodo singolare di ingegneria naturalistica per abbassare l'impatto ambientale.
La prima bandiera nera era toccata all'ex sindaco Princiotta sempre per lo stesso motivo.

la Grande muraglia di Piraino

12 miliardi delle vecchie lire fanno gola a molti. Sapevamo che non sarebbe stato facile bloccare un fiume d’interessi come questo.
È da 6 anni che Legambiente Nebrodi, insieme a Legambiente Sicilia, Legambiente Nazione, la CGIL, il Partito della Rifondazione Comunista e l’osservatorio ambiente e legalità sulle ecomafie hanno iniziato una forte battaglia.
Una vertenza giunta a livello nazionale con interrogazioni parlamentari e articoli di stampa che raccontano la pubblica inutilità di un'opera.
La dimostrazione dell'inutilità di un'opera così faraonica è stata messa nero su bianco da due docenti universitari (Alberto Ziaparo e Fabrizio Nigro) che per Legambiente hanno analizzato e letteralmente smontato il progetto di Consolidamento del Centro Storico di Piraino, ribattezzato da Legambiente la GRANDE MURAGLIA.
Un termine che non piace al Sindaco Campisi, erede del progetto, ma primo responsabile in quanto aveva affermato che il progetto non sarebbe andato avanti se non fosse stato possibile realizzare una strada.
Ebbene il progetto, dopo due gare d’appalto bloccate, sta andando avanti…..ma senza la possibilità che possa essere fatta una strada. Lo scriveva Legambiente, lo scrive l’Assessorato, lo scrive il consulente del progetto e lo scrive e lo ribadiscono i progettisti. Tutto rigorosamente documentato.

Ai cittadini di Piraino resteranno le belle parole, le promesse del Sindaco Campisi e un paese sfregiato e devastato come quello che già è possibile vedere dalle prime foto. Tonnellate di cemento armato, che verranno abbelliti da 8.000 euro (tanto è l’importo per attenuare l’impatto ambientale) di “piantine d’appartamento” che con un’ardua impresa cercheranno di nascondere alla vista dei turisti della Costa Saracena e cittadini ancora capaci d’indignarsi.
Nelle foto che pubblichiamo vi è la prima di sei file di muraglioni ammirabili dalla guardiola, dalla torre saracena, da Gliaca e dalle Isole Eolie.
Un monumento all’inutilità pubblica di progetti nati nell’ era tangentopoli e oggi, dopo oltre dieci anni, riproposti e infiocchettati da parole come “vie di fuga per Piraino”, “rischio frane”, “circonvallazione” e cose del genere.
In un incontro all’assessorato in cui ha partecipato la Regione, Legambiente e il Comune di Piraino, Legambiente si era dichiarata disponibile a non far perdere il finanziamento a condizione che il progetto venisse modificato (muri più bassi solo dove servono, ingegneria naturalistica e rimboschimento dell’intero versante con sentieristica e recupero del paesaggio).
La regione d’accordo ha imposto al Comune le modifiche proposte da legambiente; ma, il sindaco, facendo da tramite tra progettisti e Regione, ha scritto che non è tecnicamente possibile modificare il progetto (i nostri tecnici sono di parere differente).
Abbiamo perfino elevato il livello di sfida chiedendo un confronto tra i nostri tecnici e i progettisti. Un confronto non c’è mai stato.
A Febbraio, non è dato sapere per intercessione di chi o di quale entità o guru dei palazzi, con un colpo di mano il progetto è stato approvato dalla Regione.
Questa ha imposto, ove è possibile, di modificare in corso d’opera il progetto per diminuire l’impatto.
In concreto il progetto rimane uguale.
E la macchina dell’appalto riparte per la terza volta, il progetto viene appaltato e dopo una serie di ricorsi tra Ditte se lo aggiudica una ditta di Favara, in provincia di Agrigento: la GEO PERFORAZIONI SRL.
Legambiente rimane ferma sulle proprie convinzioni e denuncia lo scandalo dello sperpero di denaro pubblico per consolidamenti inutili, spinti da altre logiche, quando in altri comuni nebrodei le abitazioni rischiano veramente di essere spazzate via dalle frane (vedi Alcara, ecc) ma non trovano i soldi.
Intanto il ricorso di Legambiente è ancora pendente, ne attendiamo l'esito e ci opporremo fino all'ultimo grado di giudizio.
Nel frattempo sarebbe interessante conoscere l’opinione dei cittadini di Piraino.

L'ispirazione di Campisi: il video

Il Sindaco di Piraino, Giancarlo Campisi, ha annunciato la sua geniale idea: la Grande Muraglia di Piraino, resa famosa da Legambiente sarà l'occasione per rilancaire turisticamente il paese. Infatti l'Amministrazione comunale sta già approntando le cartoline per lanciare un piano di comunicazione per attrare i turisti utilizzando come attrativa i muri in pietra della grande muraglia fiore all'occhiello di Piraino. Legambiente ha individuato la fonte d'ispirazione del Sindaco di Piraino: il collega Sindaco Cetto Laqualunque...